the smart side of the road


Io speriamo che me la cavo
Argomento: Comunita' Data: 12/3/2020












Sabato 5 marzo, mattina.
Si preannuncia una bella giornata: sole e temperature primaverili invogliano a scrollarsi la ruggine accumulata nell’inverno. Seduto in veranda dopo la colazione, mi gusto la prima sigaretta della mattina mentre faccio i piani per la giornata.
Mi infilo la tuta di cordura e gli stivali, prendo casco e guanti e mi avvio verso il box

Sono pronte tutte e due.
Camilla ha trotterellato per tutto l’inverno e l’altro giorno l’ho lavata per toglierle il sale delle strade e ingrassare la catena. Black Ghost invece questo inverno ha poltrito. A novembre le avevo tolto la batteria, sospeso l’assicurazione e rimessata. Poi giovedì l’ho resuscitata: assicurazione, batteria rimontata, controllo generale e un giretto di prova venerdi pomeriggio.
Le guardo.
Mi volto indietro, richiudo il box e mi avvio verso casa. Mi tolgo la tuta e gli stivali e mi infilo le scarpette e i pantaloncini. Per oggi andrò a correre nei boschi. A piedi.
Questa notte il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto in base al quale la Lombardia e altre 14 regioni del nord Italia diventano zona rossa. Da questa mezzanotte non sarà più possibile farsi un giro in moto per il gusto di farlo.
Oggi potrei liberamente scorrazzare per il mio Monferrato, ma ho deciso di adeguarmi da subito, anche se dopo due settimane di questo maledetto smart working avrei una voglia matta di farmi due pieghe.
Ma non sarebbe giusto sia nei confronti della collettività, sia con la mia coscienza. E’ ora di rendersi conto che stiamo vivendo una immane tragedia che ci coinvolge tutti e della quale tutti possiamo essere attori e protagonisti.
La moto è sempre stata la mia passione, ha scandito più di quaranta anni della mia vita. Ma poi mi volto, guardo mia figlia, penso al suo futuro e penso che della moto in fondo non me ne frega niente.
Forse è la volta buona nella quale tutti possiamo trovare il coraggio di fermarci. Dare un taglio alla vita frenetica alla quale ormai ci siamo assuefatti e imparare ad apprezzare il lento scorrimento di una vita fatta anche di riflessioni e non solo di azioni.
Alcuni anni fa, tra il 2002 e il 2003 fui costretto per molti mesi a rallentare i ritmi della vita per rimettermi da un brutto incidente stradale e dalle conseguenti operazioni per rimettermi in sesto. Fisicamente non tornai più quello di prima, ma mi sentii enormemente rafforzato sotto il profilo psicologico.
Leggendo i notiziari la situazione in questo momento è veramente tragica, e credo che rimarrà tale ancora per qualche mese.
Credo proprio che i nostri incontri istituzionali per il 2020 dovranno essere annullati o, se tutto andasse benissimo, spostati all’autunno.
Perciò volevo usare questa mia per abbracciarvi tutti, per dire a tutti che mi mancherete moltissimo, per dirvi che non vedo l’ora di rivedervi tutti in sella in un mondo dove sia stata debellata questa maledetta pandemia.
In quanto a me, io speriamo che me la cavo.


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